i Democratici di Rapolla

“Anche Noi Amiamo Rapolla”

10 Novembre 2008 · Lascia un Commento

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Naturalmente Lucano

7 Novembre 2008 · Lascia un Commento

Salone del gusto e della tradizione eno-gastronomica lucana, Artigianato artistico, Turismo, Folklore                                                                       

La manifestazione fieristica ”NATURALMENTE LUCANO” è divenuta nel corso degli anni, la vetrina dei prodotti tradizionali, tipici e biologici della Basilicata, un festival del gusto dove poter incontrare produzioni tipiche, artigianato artistico e folcklore. Attraverso Naturalmente Lucano è la Basilicata che si racconta attraverso i sapori e i colori dei suoi prodotti, con musiche canti e poesie da sempre presenti nella storia e nella tradizione popolare, suscitando nei numerosissimi visitatori curiosità e interesse per le tipicità offerte dal territorio.

 

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SCUOLA: DE FILIPPO, POSITIVI RISULTATI RAGGIUNTI DA REGIONI

7 Novembre 2008 · Lascia un Commento

Vito De Filippo”Si puo’ considerare positivamente il risultato raggiunto per iniziativa delle Regioni sulla grande questione della scuola”. E’ quanto dichiarato dal presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, a margine della Conferenza delle Regioni in corso di svolgimento a Roma.

”La fermezza della Conferenza delle Regioni, – ha aggiunto il Presidente – i fondamenti giuridici e istituzionali della posizione assunta, consentono di affrontare con meno difficolta’ uno dei problemi piu’ spinosi del nostro Paese.

Sono per ora scongiurate ipotesi di chiusura dei piccoli istituti, salta la data di fine novembre e, in particolare, viene cancellata l’ipotesi di commissariamento delle regioni.

Vi e’ infine l’obbligo per gli anni scolastici 2010-2011 e 2011-2012 dell’intesa in sede di Conferenza Unificata per disciplinare l’attivita’ di dimensionamento della rete scolastica.

Non dico – ha concluso il presidente De Filippo – che si risolvano i problemi della scuola, che ha oggettivamente bisogno di nuove attenzioni e di nuovi investimenti, ma certo l’atteggiamento rigido e per molti aspetti incomprensibile del Governo viene in questa prima fase sconfitto”.

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Eventi e Sagre in Basilicata

7 Novembre 2008 · Lascia un Commento

 

La newsletter di Eventi e Sagre

Regione Basilicata

 

Ciao Rapolla,
ecco tutti gli eventi dal 07/11/2008 al 16/11/2008
Regione Basilicata
 


Anzi

 Eventi Vari
Il Presepe Poliscenico
Data/e:da 01/12/2007 a 31/12/2008
Anzi (PZ)


Matera

 Itinerari Natura
Gli itinerari del Passato
Data/e:09/11/2008 - 23/11/2008
Matera (MT)


Matera – Montescaglioso

 Eventi Vari
ParcoMurgia Festival
Data/e:da 21/03/2008 a 01/03/2009
Matera – Montescaglioso (MT)


Pisticci

 Eventi Culturali
Argojazz
Data/e:da 18/10/2008 a 20/07/2009
Pisticci (MT)


Potenza

 Eventi Festival
Basilicata Festival
Data/e:da 05/04/2008 a 27/12/2008
Potenza (PZ)


Roccanova

 Eventi Feste
Festa Patronale di San Rocco
Data/e:16/08/2008 - 16/11/2008
Roccanova (PZ)


San Martino d’Agri

 Eventi Mostre
La Merica Mi Chiama …
Data/e:da 10/08/2008 a 08/12/2008
San Martino d’Agri (PZ)


Tito

 Eventi Mostra Mercato
Naturalmente Lucano
Data/e:da 14/11/2008 a 17/11/2008
Tito (PZ)


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I GIOVANI D’EUROPA

6 Novembre 2008 · Lascia un Commento

Giovani d’Europa è il tema dell’iniziativa promossa da Youth Link (Riformisti in Rete) e dall’On. Gianni Pittella,Gianni Pittella presidente della Delegazione italiana del Gruppo PSE al Parlameto europeo, che si terrà oggi, giovedi 6 novembre, alle ore 18.00, al Caffè letterario “IntraMoenia” di piazza Bellini a Napoli.

L’incontro, in vista delle primarie della giovanile del Partito Democratico (che avranno luogo il 21 novembre in tutta Italia) sarà l’occasione per confrontarsi su una nuova idea di Università e di Ricerca, in linea con gli standard europei e per sostenere la petizione DecidoIo, promossa da Gianni Pittella, per impedire che venga negato nuovamente il diritto di scegliere i propri rappresentanti.

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Scuola: addio “commissariamento”

6 Novembre 2008 · Lascia un Commento

Errani: “non ci saranno chiusure di scuole per il prossimo anno scolastico 2009-2010″
 
“L’iniziativa delle Regioni e degli enti locali e le forti preoccupazioni espresse da tutto il mondo della scuola hanno finalmente permesso di raggiungere un primo risultato importante: con l’emendamento presentato oggi al Senato si sancisce, infatti, che non ci saranno chiusure di scuole per il prossimo anno scolastico 2009-2010”, lo ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani. “In secondo luogo è rimosso il tema del commissariamento delle Regioni, legato alla questione del dimensionamento scolastico, così come era stato proposto dal decreto legge154, in modo unilaterale e senza alcuna intesa preventiva.
Ora – ha proseguito Errani – è necessario aprire urgentemente un tavolo fra governo, regioni ed enti locali per discutere concretamente e senza forzature unilaterali della riorganizzazione dei servizi scolastici, fermo restando il carattere irrinunciabile del diritto al studio per le ragazze e i ragazzi del nostro Paese.
Se il Governo ha deciso davvero di cambiare strada, come dimostrerebbe il superamento dell’ipotesi di commissariamento per il dimensionamento scolastico, può essere questo il momento per riprendere una vera concertazione. La Finanziaria andrebbe costruita con le regioni e gli enti locali affinché le misure proposte possano calibrarsi con maggiore efficacia sulle esigenze del territorio.
Questo va sottolineato perché è oggettivo rilevare che, rispetto alla Finanziaria 2009, come più volte ribadito, per le Regioni i conti non tornano.
In ogni caso – ha concluso Errani – domani nella Conferenza delle Regioni valuteremo con la massima attenzione la novità di oggi e assumeremo tutte le decisioni conseguenti”
Accorpamento della dirigenza scolastica per l’anno 2009-2010; dimensionamento della rete scolastica a decorrere dall’anno 2010-2011 mediante un’intesa in sede di Conferenza Unificata; e di conseguenza viene eliminata l’ipotesi del commissariamento delle regioni inadempienti entro novembre. Ecco cosa prevede il nuovo testo dell’art.3 del decreto legge 154, in discussione al Senato, e che verra’ presentato oggi dal governo.
Il nuovo testo e’ il risultato della riunione che si e’ tenuta il 5 novembre al ministero per i Rapporti con le Regioni tra i ministri Raffaele Fitto e dell’istruzione Mariastella Gelmini, i sottosegretari all’Economia Luigi Casero e Giuseppe Vegas, l’ufficio di presidenza delle Regioni guidato dal Presidente Vasco Errani, i presidenti di Upi, Fabio Melilli e Anci, Leonardo Domenici.
“Il percorso individuato stamattina grazie alla disponibilita’ del ministro Gelmini e dei sottosegretari all’Economia – ha dichiarato il ministro Fitto – consente al tempo stesso di confermare e garantire il raggiungimento degli obiettivi di bilancio stabiliti in Finanziaria, di perseguire la definizione dei piani di dimensionamento delle istituzioni scolastiche, ma anche di recepire le istanze di Regioni e Autonomie Locali. Si tratta quindi di una soluzione positiva che, siamo certi, possa segnare una convinta ripresa del percorso di dialogo all’interno della Conferenza Unificata”.
Parla di “dietrofront del Governo il Vicepresidente della Regione Calabria, Domenico Cersosimo, mentre il Presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino sottolinea che si tratta di un “risultato del lavoro serio portato avanti dalla Conferenza dei presidenti delle Regioni e dagli altri enti locali. Le Regioni sono pronte a fare la loro parte fino in fondo nel rendere più razionale ed efficace il funzionamento della rete scolastica e, soprattutto, nel migliorare la qualità della dell’offerta formativa e dei servizi dedicati ai nostri ragazzi”.
Soddisfazione anche da parte dell’Associazione nazionale comuni italiani: per Leonardo Domenici, quello ottenuto è ”un risultato importante soprattutto per i piccoli comuni, montani e non – prosegue Domenici – che ci consentira’ ora di lavorare per soluzioni condivise e concertate”.

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Draghi: abbasso l’Euribor, viva il tasso Bce

6 Novembre 2008 · Lascia un Commento

Mutui: abbasso l’Euribor, viva il tasso Bce Mario Draghi
 
Ecco perché la proposta di Draghi aiuta veramente i clienti. Secondo un’indagine di Of-Osservatorio finanziario, solo alcune Convenzioni con enti o associazioni di categoria prevedono mutui a tasso variabile indicizzati al tasso di sconto. E così, negli altri casi, la rata del mutuo costa di più.
Secondo un’indagine di Of-Osservatorio finanziario, nessuno dei 50 istituti di credito monitorati propone mutui a tasso variabile indicizzati al tasso Bce. All’interno del campione preso in esame da Of – che comprende banche grandi e piccole, italiane e straniere, specializzate o “generaliste”- la maggior parte dei mutui a tasso variabile è agganciata all’Euribor 3 mesi (55,6% dei finanziamenti), mentre nel 42,2% dei casi il parametro di indicizzazione utilizzato è l’Euribor a 1 mese.

Solo in qualche rara eccezione il finanziamento è indicizzato al tasso Bce. Ma si tratta, comunque, di mutui erogati nel contesto di particolari accordi o convenzioni, come nel caso del “Mutuo ipotecario a favore degli iscritti all’ente nazionale per gli addetti e per gli impiegati in agricoltura” della Banca Popolare di Sondrio. Oppure, in alternativa, di prestiti personali, come il finanziamento C1 50 & Più Fenacomdi Banca Campania, dedicato a tutti gli iscritti al sindacato pensionati del commercio associati ad ASCOM.

Il problema di quale parametro sia più adatto per il calcolo del tasso nei mutui indicizzati è stato, di recente, innalzato agli onori della cronaca proprio da un intervento del governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi: “E’ opportuno che le banche usino tassi diversi dall’Euribor per i mutui a tasso variabile”, ha detto Draghi a margine delle celebrazioni per la Giornata Mondiale del risparmio, invitando anche il Governo a “riconsiderare la penalizzazione fiscale dei depositi, che grava sui risparmiatori e pone la raccolta delle banche italiane in condizioni di svantaggio competitivo rispetto a quella delle banche degli altri paesi europei”.

Alcune settimane prima, anche Lorenzo Bini Smaghi, autorevole economista e membro del comitato esecutivo della Banca Centrale Europea, era intervenuto sull’argomento, auspicando, in un’intervista al Sole 24 Ore, un intervento “per via legislativa o attraverso accordi privati”, finalizzato ad ancorare i mutui al tasso Bce.

La questione non è prettamente teorica. Come ha ricordato lo stesso Draghi, l’ampia diffusione dei mutui a tasso variabile negli ultimi anni “ha comportato una aumento dell’incidenza della rata sul reddito disponibile, che, alla metà di quest’anno, superava il 20%”. Risultato: Le famiglie con reddito più basso, oggi “sopportano una rata stimabile in quasi il 40% del reddito disponibile”. Cosa c’entrano il tasso Bce e l’Euribor in tutto questo? C’entrano, perché, se la rata mensile del mutuo è cresciuta di 200 o 250 euro nel corso degli ultimi anni, lo si deve anche alla dinamica “perversa” del parametro Euribor, cui i mutui a tasso variabile sono agganciati.

Vale la pena ricordare che, all’indomani dell’intervento del Consiglio direttivo della Bce che l’8 ottobre scorso decise di tagliare il costo del denaro portandolo al 3,75%, il tasso interbancario in euro a tre mesi (Euribor) restava al 5,39%, il livello più alto di sempre. La “colpa” di questo scollamento è dovuta, si sa, a quella paura illiquida, come la definì a suo tempo Massimo Giannini sulle colonne di Affari&Finanza, che ha portato gli istituti di credito a non prestarsi più né fiducia, né denaro: con il conseguente impennarsi del parametro Euribor, che esprime, per l’appunto, il tasso a cui le banche si fanno credito sui mercati interbancari.

Anche ad inizio novembre, impassibile alle previsioni che vedrebbero un ulteriore riduzione del costo del denaro, l’Euribor a tre mesi si mantiene fermo a quota 4,80%, segnando un divario di oltre un punto percentuale rispetto al tasso Bce (3,75%). Se la questione si ripropone oggi con rinnovato vigore è proprio perché, mentre fino a pochi mesi fa, uno scarto tra i due valori era considerato fisiologico ma non superava in genere 20 o 25 punti base, oggi, il gap tra Bce ed Euribor ha raggiunto livelli anomali, complicando ulteriormente la vita dei mutuatari che negli anni passati si sono indebitati a tasso variabile.

Ipotizziamo il caso di un cliente che quattro anni fa abbia acceso un mutuo di 150.000 euro a tasso variabile, con durata 25 anni e uno spread (che rappresenta il margine della banca da sommare al parametro Euribor per calcolare il tasso di interesse) di 1,50 punti percentuali. Nell’ottobre del 2004 il tasso Bce era ancora fermo al 2%, mentre l’Euribor 3 mesi era al 2,18%. Per un tasso del 3,68% (Euribor 3 mesi + spread) , la rata iniziale era di 765, 49 euro; se agganciata al tasso Bce, la rata sarebbe stata di 750,94 euro. Ma vediamo qual è la situazione del mutuatario oggi. Con l’Euribor al 4,80%, la rata è salita a 994,15 euro. Il mutuatario si trova, quindi, a pagare 228 euro in più rispetto alla rata iniziale. E se il mutuo fosse agganciato al tasso di sconto (Bce)? La rata oggi sarebbe di 898,87 euro, più alta, rispetto alla ipotetica rata iniziale che il mutuatario avrebbe pagato nel caso di un finanziamento agganciato al tasso Bce. Tuttavia, in quel caso, lo scarto tra la rata iniziale e la rata odierna sarebbe oggi più basso (148 euro contro i 228 dell’esempio reale). E comunque, il mutuatario, nell’ipotesi di un mutuo agganciato al tasso bce, oggi pagherebbe 100 euro in meno sulla rata di novembre.

Questo semplice confronto spiega perché, nei giorni scorsi, il governatore e l’economista hanno suggerito di abbandonare la “vecchia” indicizzazione all’Euribor, a favore di mutui agganciati al tasso Bce, più basso e, soprattutto, più stabile. Ma attenzione. Se, il linea di principio, il passaggio dall’Euribor al tasso Bce appare una soluzione praticabile, questa decisione potrebbe anche avere ripercussioni spiacevoli. Per concedere prestiti, infatti, le banche fanno approvvigionamento sul mercato interbancario, e quindi pagano il denaro ad un prezzo più alto rispetto al tasso Bce. Se i mutui fossero agganciati al tasso di sconto, le banche dovrebbero prestare denaro ad un tasso più basso rispetto a quello sostenuto per procurarsi la liquidità necessaria. Allo stato attuale, e senza una riforma del sistema, questo, con ogni probabilità, porterebbe gli istituti di credito ad aumentare gli spread per mantenere i margini previsti, compromettendo in tutto o in parte i benefici derivanti dal passaggio Euribor-Bce.

Un fatto, comunque è certo. Come ha ricordato Bini Smaghi nei giorni scorsi, “Oggi il mercato non funziona; il tasso interbancario è totalmente fuori linea e a pagarne il prezzo sono i cittadini che hanno il loro mutuo indicizzato all’Euribor. Non è giusto che a pagare il prezzo della sfiducia fra le banche siano loro”.

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MARGIOTTA: Ritorno al nucleare

6 Novembre 2008 · Lascia un Commento

ENERGIA: Ritorno al nucleare, Margiotta (PD): “Le Regioni impugnino il provvedimento” centrale nucleare
E’ stato approvato ieri alla Camera il disegno di legge1441-ter che sancisce il ritorno del nucleare in Italia. L’intero impianto normativo – sostiene Salvatore Margiotta, Vicepresidente Commissione Ambiente, Territorio, Lavori Pubblici – è assolutamente carente; tre aspetti, però, sono davvero molto preoccupanti: la legge prevede l’esercizio dei poter sostitutivi del Governo, esautorando regioni e comuni, anche per la localizzazione delle centrali; i siti individuati dal Governo per l’ubicazione degli impianti vengono dichiarati di interesse strategico nazionale, e dunque militarizzati fin dalla posa della prima pietra; viene infine – e ciò, ricordando il precedente di Scanzano Jonico, non fa dormire sogni tranquilli in particolare ai lucani! – conferita delega al Governo per la determinazione delle modalità di smaltimento delle scorie radioattive e dunque potenzialmente anche per la scelta del sito unico.

on. MargiottaOra il disegno di legge passa all’esame del Senato. Se fosse definitivamente approvato – conclude Margiotta – le regioni dovranno immediatamente impugnare il provvedimento, fortemente centralista, lesivo delle prerogative e delle competenze delle regioni medesime, teso ad espropriarle del sacrosanto diritto di programmazione del proprio territorio e di autodeterminazione.

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Obama presidente

5 Novembre 2008 · Lascia un Commento

Davanti a una folla festante Barack Obama è salito sul palco con le figlie e la moglie Michelle per ringraziare i suoi elettori, “i veri proprietari” di questa campagna elettorale.

“Se qualcuno ancora si chiede quale sia la forza della nostra democrazia, stasera ha avuto la risposta. Non siamo mai stati uno raccolta di stati rossi o blu, siamo sempre stati gli Stati Uniti d’America e ci stiamo dirigendo verso un paese migliore, ora il cambiamento è arrivato in America”.

Obama ha riferito della telefonata di McCain, “un uomo -ha detto Obama- che ha lottato per il paese che ama, che si è sacrificato per il nostro paese. Mi congratulo con loro e sono lieto di lavotrare con loro”.

“Questa è una vittoria di milioni di americani che hanno detto: questo è un governo per il popolo, questa è la vostra vittoria. So che le sfide di domani saranno le più grandi della nostra vita: due guerre, la crisi finanziaria. Dobbiamo usare nuove energie, creare nuovi posti di lavoro, il percorso sarà in salita, forse non saremo in grado di risolvere tutto in un anno o forse nei prossimi 4 anni, ma ce la faremo. Ci saranno false partenze, ostacoli, frenate, il governo non potrà risolvere tutti i problemi, ma vi ascolterò sempre. Quello che è iniziato 21 mesi fa non può terminare stasera. Ci servirà per ottenere il cambiamento. Tutti noi possiamo fare qualcosa, lavorare più duramente. Se questa crisi ci ha insegnato qualcosa è che non possiamo avere Wall street ricca e Main street povera, lavoriamo insieme gli uni per gli altri. Abbiamo vinto con umiltà, con la volontà di sanare el differenze. A quelli che vogliono distruggere il mondo dico che li distruggeremo e a tutti quelli che si chiedono se ancora esiste una luce in America abbiamo dimostrato che la nostra forza non dipende dalle nostre armi, ma dalla nostra speranza. Questo è il vero genio del nostro paese, la dimostrazione che può cambiare”.

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Risultati Elezioni USA

5 Novembre 2008 · Lascia un Commento

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U.S.A.: Barack Obama è presidente

5 Novembre 2008 · Lascia un Commento

L’America ha scelto: il senatore nero Barack Obama ha vinto la presidenza al termine di una campagna quasi perfetta. Obama dopo avere battuto nelle primarie democratiche una avversaria come Hillary Clinton, che sembrava una vincitrice annunciata, ha sconfitto il tenace rivale repubblicano John McCain nella intensa campagna d’autunno tra i due candidati alla Casa Bianca.

Nella notte elettorale Obama è riuscito a sventare l’attacco disperato di McCain alla Pennsylvania, l’unico importante stato democratico che il repubblicano pensava di poter vincere, imponendosi poi negli stati che sono tradizionalmente incerti, diventati una macchia di rosso democratico. Ma U.S.A in blackObama ha vinto la presidenza soprattutto con una campagna impeccabile dove è riuscito a raccogliere più soldi del rivale, a presentare un messaggio più appetibile agli elettori, a creare una macchina elettorale più efficiente, a motivare i suoi sostenitori con entusiasmi maggiore. A questa abilità bisogna sommare una serie di circostanze decisamente sfavorevoli per i repubblicani: la insoddisfazione degli elettori per gli otto anni di presidenza Bush, la crisi economica che ha colpito gli americani nel portafoglio, la difficoltà di McCain nel presentare un messaggio chiaro con la tendenza a cambiare spesso il focus.

La battaglia tra i due candidati si è trasformata presto in una gara a rassicurare e a conquistare i favori della classe media. McCain con la scelta a sorpresa della governatrice dell’ Alaska Sarah Palin come sua vice e con la creazione della figura-simbolo di Joe l’Idraulico (un idraulico vero che vive a Toledo, Ohio) ha cercato di strizzare l’occhio alla classe media, depositaria del `sogno americano´ ma anche di tutte le angosce e le paure per il futuro che tormentano gli americani in questa fase della loro vita.

Dal canto suo Barack Obama è riuscito invece a presentare una immagine rassicurante, con un programma disegnato per venire incontro proprio ai timori della classe media.

I tentativi di McCain di dipingere il rivale come un liberal `tassa e spensi´, un cripto-socialista «che vuole ridistribuire la ricchezza», un amico di terroristi, un candidato non affidabile sul piano della sicurezza nazionale sono platealmente falliti. Così come è svanito il timore che, nel segreto dell’ urna, molti americani potessero cadere nelle paure antiche legate al colore della pelle.

Quando si è trattato di contare i voti la vittoria di Obama è emersa in modo inequivocabile la notte del 4 novembre, regalando all’America una nuova data storica, dopo quella tragica dell’11 settembre, una data stavolta non scritta nel sangue e nella paura, come quella tragica di sette anni fa, ma al contrario una nata sbocciata nel segno e nel sogno della speranza.

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Meno male che Silvio c’è

30 Ottobre 2008 · 1 Commento

Zorro

l’Unità, 30 ottobre 2008

Il no del Cainano alla preferenza per le europee ha motivazioni alte e nobili: “Voglio che in Europa vada gente altamente qualificata e, nelle commissioni, professionisti di ogni materia. Solo scegliendo noi chi va in lista, siamo sicuri di una rappresentanza che difenda i nostri interessi”. A parte qualche imprecisione nell’uso dei pronomi (“scegliendo noi” al posto di “io) e degli aggettivi (“nostri interessi” in luogo di “miei”), resta da capire il ruolo che Al Tappone riserva, nella nostra (anzi sua) democrazia, all’elettore. Se vuole avere a Bruxelles “gente qualificata”, basta candidare gente qualificata, poi i cittadini scelgono i migliori. Invece l’ami du peuple, quello che “il popolo sovrano”, “la gente è con noi”, “abbiamo preso i voti”, “siamo al 70%”, considera gli elettori un branco di decerebrati da tener lontani dalle decisioni, sennò votano gente sbagliata. Solo lui sceglie i “professionisti”. Infatti vuole la Carfagna, nota professionista, portavoce del governo. Ma è all’Europa che riserva i pezzi più pregiati della collezione. Commissario ai Trasporti: Antonio Tajani, un ex giornalista che di trasporti s’intende perché guida l’auto e prende l’aereo. Ex commissario alla Libertà e Giustizia: Rocco Buttiglione, purtroppo rimpatriato non appena aprì bocca. Anche le eurodeputate più qualificate le ha scelte lui: Iva Zanicchi ed Elisabetta Gardini. Dovreste vederle, nell’apposita commissione “Ok il prezzo è giusto”. Due così gli elettori non le avrebbero mai scelte.

 Meno male che c’è lui.

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legge 137/2008 (decreto “Gelmini”)

30 Ottobre 2008 · Lascia un Commento

ROMA (30 ottobre) - Cori, slogan, palloncini colorati e girotondi. La manifestazione contro la riforma Gelmini ha invaso la capitale. Secondo gli organizzatori in piazza un milione di manifestanti. Per Rete degli Studenti gli alunni delle medie erano almeno 200 mila. La manifestazione di protesta che ha accompagnato lo sciopero generale del settore indetto da Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Gilda e Snals è partita poco prima delle 9 da Piazza della Repubblica, gremita già dal primo mattino nonostante il tempo piovoso. Secondo i sindacati allo sciopero generale avrebbe aderito il 70% di tutti gli istituti italiani. Diversi i cortei spontanei che hanno invaso la città. Modificato il percorso dei manifestanti per raggiungere piazza del Popolo dove hanno annunciato: «Siamo così tanti che il questore ha dovuto autorizzare altri due cortei». Alla periferia di Roma, tra punti di arrivo dei pullman alle stazioni di Anagnina, Tuscolana e Eur sono stati organizzati cortei spontanei a causa dell’eccessivo afflusso di manifestanti nelle strade. Anche sul Grande Raccordo Anulare decine di pullman sono rimasti bloccati. Oltre a Roma gli studenti sono al fianco dei lavoratori anche a Milano, Ancona, Cagliari, Catania, L’Aquila, Lecce, Palermo, Pavia, Torino e Bari.

 

LEGGE 137/2008 “Gelmini”

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Finesettimana in Basilicata

30 Ottobre 2008 · Lascia un Commento

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Scuola: il “Decreto Gelmini” è legge

30 Ottobre 2008 · Lascia un Commento

L’aula del Senato il 29 ottobre ha dato il via libera definitivo al disegno di legge di conversione del decreto Gelmini sulla scuola, con 162 si’, 134 no e 3 astenuti. A favore hanno votato Pdl, Lega nord e Mpa, mentre i no sono arrivati da Pd, Idv e Udc. Non essendo stata apportata alcuna modifica rispetto al testo votato alla Camera il decreto ora e’ legge dello Stato.
I contenuti del decreto sono riassunti in sette punti dal ministero dell’Istruzione che sottolinea anzitutto il “contenimento dei costi  dei libri di testo: i libri di testo scolastici dovranno durare almeno cinque anni”, ed il “ritorno al maestro unico o prevalente: dal  prossimo anno scolastico, a partire dalle prime elementari, ci sara’  un solo insegnante. Il maestro unico o prevalente sara’ affiancato dai docenti di religione e di inglese”.
 ”Voto in condotta: la valutazione della condotta degli studenti  fara’ media ai fini del giudizio finale. Si verra’ bocciati con il 5 in condotta”, si legge poi in una nota diffusa del Ministero che prosegue elencando i “voti in decimi: tornano i voti in decimi anche  alle medie e alle elementari (dove saranno accompagnati dai giudizi)”, il tema “cittadinanza e Costituzione: ritorna lo studio  dell’educazione civica grazie all’introduzione dell’insegnamento  ‘Cittadinanza e Costituzione’.
Le ultime due voci sono “docenti Siss: il decreto contiene una  norma a favore di alcune categorie di docenti come gli abilitati Siss  (Scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario) del nono ciclo, attualmente esclusi dalle graduatorie a esaurimento”, e “20 milioni per l’edilizia scolastica: vengono destinati 20 milioni di  euro all’edilizia scolastica”.
Per il Ministro Mariastella Gelmini  “La scuola cambia. Si torna alla scuola della serieta’, del merito e dell’educazione”, sottolineando poi che  “provvedimenti come il voto in condotta contro il bullismo,  l’introduzione dell’educazione civica, dei voti al posto dei giudizi,  il contenimento del costo dei libri per le famiglie e l’introduzione  del maestro unico sono condivisi dalla gran parte degli italiani.  Ringrazio il governo e la maggioranza parlamentare per il sostegno al  provvedimento”, conclude Gelmini che annuncia infine: “Entro una settimana presentero’ il piano sull’universita’”.

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