i Democratici di Rapolla

Di Lascio su Congresso provinciale di Potenza

9 Luglio 2008 · Lascia un Commento

 

Il Congresso provinciale è un occasione importante per segnare un ulteriore e decisivo passo in avanti verso la conclusione della fase costituente del Partito Democratico lucano”.

Lo riferisce, in una nota, il Capogruppo del PD alla Provincia di Potenza, Vito Di Lascio.

Dobbiamo rapidamente definire l’atteggiamento che il partito dovrà assumere sulle grandi questioni, nella consapevolezza che il livello provinciale esprime le potenzialità adeguate per sperimentare formule nuove e vincenti di partecipazione e di organizzazione territoriale”.

A nome del Gruppo consiliare – continua Di Lascio- esprimo compiacimento perché a ricoprire la carica di Segretario è stato chiamato un amministratore provinciale brillante e meritevole. La scelta di Ignazio Petrone ci inorgoglisce e fa credere che, in questo modo, sia stato premiato il generoso lavoro amministrativo, svolto negli ultimi anni, che ha fatto conquistare alla Provincia di Potenza il rango di istituzione utile, credibile e propositiva”.

Auspico – sostiene Di Lascio – che il Partito possa essere più vicino al territorio, radicato tra le persone e che sappia rendere partecipati e condivisi i processi di riforma a cui il Governo De Filippo ha dedicato, con coraggio, la recente esperienza legislativa”.

Un partito orientato all’ascolto, capace di accogliere e valorizzare le diverse posizioni interne, pronto ad adattarsi, in tempo reale e con risposte innovative, alle sfide poste dall’accelerazione e dalle turbolenze del mondo contemporaneo”.

Spero che ci sia – conclude Di Lascio – un’apertura concreta al contributo delle donne e delle giovani generazioni. Con questi presupposti, il Gruppo del PD crede fortemente in questo partito e vuole metterci passione, idee ed impegno”.

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Draghi: “L’inflazione minaccia i consumi”

9 Luglio 2008 · Lascia un Commento

L’aumento dei prezzi ha portato in un anno a una riduzione del 3 per cento del reddito disponibile e frenerà del 2 per cento i consumi entro l’anno. I salari sono infatti tornati ai livelli di 15 anni fa, ma i costi del lavoro per le imprese italiane sono invece cresciuti del 30%. Il quadro tratteggiato dal governatore di Bankitalia, Mario Draghi, nel suo intervento all’assemblea dell’Abi, è tutt’altro che roseo: pur accogliendo positivamente l’intervento sui tassi attuato dalla Bce, sottolinea che permangono pesanti difficoltà che gravano sulle famiglie e le imprese italiane.

Calano i consumi Stando all’analisi presentata dal numero uno di via Nazionale, l’aumento dei prezzi dalla scorsa estate avrebbe portato “fino ad oggi una minore crescita del reddito disponibile di oltre un punto percentuale, che sale a 3 se si tiene anche conto delle perdite di valore reale della ricchezza finanziaria”. Questo “potrà ridurre i consumi di circa 2 punti entro il prossimo anno”. Il governatore di Bankitalia ha, quindi, spiegato che “le retribuzioni unitarie medie dei lavoratori dipendenti, al netto di imposte e contributi in termini reali, non sono oggi molto al di sopra del livello di 15 anni fa”. Ma “nel frattempo il costo del lavoro per unità di prodotto nell’economia è aumento di oltre il 30%, contro il 20% circa in Francia e di nulla in Germania”. Secondo Draghi, “questo divario fra la capacità di spesa dei lavoratori e la capacità competitiva delle imprese riflette la stentata crescita della produttività, la mancata discesa della elevata imposizione fiscale, l’effetto dell’inflazione: è alla base della stagnazione della nostra economia”.

Categorie: economia
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RESTAINO SU MANOVRA FISCALE

9 Luglio 2008 · Lascia un Commento

 

“Con la presentazione di 5 emendamenti all’articolo 81 del decreto fiscale 112/2008 i parlamentari lucani del Pd rivendicano i diritti della Basilicata in tema di royalties da estrazione di idrocarburi, sostenendo il prezioso lavoro del presidente De Filippo che sul tema è riuscito ad ottenere il sostegno della unanimità dei presidenti delle Regioni italiane”. Questo quanto dichiarato dal capogruppo regionale del PD,

Erminio Restaino.

“In questa direzione – aggiunge Restaino – è sorprendente la dichiarazione del collega Lapenna che, a fronte di una opportunità irripetibile per la Basilicata, si sofferma sulla primazia del centrodestra (ricordiamo a tutti le promesse elettorali contenute nei video di Berlusconi) e poi si lascia aperta una via di fuga, dichiarando che se non sarà oggi con l’approvazione della finanziaria, potrà essere domani o domani l’altro con la discussione sul piano energetico nazionale. Quando si dice: ‘furia francese e ritirata spagnola’”.

Categorie: Politica · Regione
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Cossiga compie 80 anni

9 Luglio 2008 · Lascia un Commento


l’intervista:
Lei non è mai stato un grande estimatore di Veltroni. Come le pare si stia muovendo? Resisterà alla guida del Pd, anche dopo le Europee?
«E che cosa è il Pd? Io mi iscriverei meglio a ReD, il movimento di D’Alema, di cui ho anche disegnato il logo: un punto rosso cerchiato oro. Veltroni è un perfetto doroteo: parla molto, e bene, senza dire nulla. Perderà le Europee, ma resisterà; e l’unica garanzia per i cattolici nel Pd che non vogliono morire socialisti».

Perché le piace tanto D’Alema?
«Perché come me per attaccare i manifesti elettorali è andato di giro nottetempo con il secchio di colla di farina a far botte. Perché è un comunista nazionale e democratico, un berlingueriano di ferro, e quindi un quasi affine mio, non della mia bella nipote Bianca Berlinguer che invece è bella, brava e veltroniana. E poi è uno con i coglioni. Antigiustizialista vero, e per questo minacciato dalla magistratura ».

Cosa pensa dei giovani cattolici del Pd? Chi ha più stoffa tra Franceschini, Fioroni, Follini, Enrico Letta?
«Sono una generazione sfortunata. Il loro futuro è o con il socialismo o con Pierfurby Casini».

Categorie: Cultura · Politica
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