i Democratici di Rapolla

RUTELLI E D’ALEMA INCALZANO

12 Luglio 2008 · Lascia un Commento

 

VELTRONI NON GRADISCE MA ASPETTA

 
Roma, 10 lug. (Apcom) – Alla fine della giornata, dopo il voto sul ‘lodo-Alfano’, Massimo D’Alema si lascia avvicinare dai cronisti e parla di “piena consonanza con Veltroni”. Il presidente di Italianieuropei è un politico troppo navigato per offrire una sponda al centrodestra che da qualche giorno gioca a far leva sulle diverse ’sensibilità’ nel Pd e, dopo aver rilanciato la sua linea su alleanze e riforme in una intervista al Foglio – linea che continua a non coincidere con quella del segretario Pd – usa parole distensive che permettono a Veltroni di prendere tempo, in attesa di ascoltare quello che uscirà dalle iniziative di Francesco Rutelli (domani e sabato) e di Italianieuropei (lunedì, sulle riforme, ospiti diversi esponenti Udc e leghisti). Certo, le intervista di oggi di D’Alema al Foglio e di Francesco Rutelli alla Stampa non hanno certo fatto fare salti di gioia a Veltroni. Chi ci ha parlato lo descrive perlomeno perplesso su diversi passaggi di entrambi i colloqui e i veltroniani come Giorgio Tonini non nascondono il fastidio (“C’è un’agitaizone un po’ eccessiva in giro per il partito…”), ma per ora Veltroni incassa il mezzo passo falso registrato martedì a piazza Navona da Antonio Di Pietro e capitalizza l’unità, almeno esterna, mostrata dal partito sul lodo-Alfano. Anche se è chiaro che l’attivismo dell’ex ministro degli Esteri crea più di un imbarazzo al segretario Pd. Dei prossimi passi si discuterà martedì in direzione, e certo Veltroni non pare pronto a fare aperture al sistema elettorale tedesco, che verrà rilanciato lunedì al seminario dalemiano. Al Foglio l’ex ministro degli Esteri ha ripetuto la sua predilezione per il sistema tedesco, ribadendo che il bipartitismo non fa per l’Italia e che il Pd può e deve cercare “altre alleanze”, oltre a quella ormai naufragata con l’Idv. Quindi, sulla Stampa, Rutelli ha invitato “Walter”a non farsi imporre l’agenda da Silvio Berlusconi, ha ammesso che la sua schiera di fedelissimi nel partito può essere chiamata una ‘corrente’ e ha posto paletti sulle alleanze, dicendo no ad un ritorno di fiamma con la sinistra radicale. Insomma, se D’Alema sollecita un dialogo a tutto campo, da Rifondazione all’Udc, centrato sulla convergenza sul modello tedesco, Rutelli rilancia il “nuovo conio” (e sabato a Montecatini sarà ancora più esplicito) che prevede un confronto solo con l’area moderata. I veltroniani vivono con fastidio questo movimentismo. Per Tonini si tratta di questioni “assolutamente premature. Il Pd dovrebbe occuparsi solo di sé stesso, deve cercare di diventare il punto di riferimento di quelli che nei prossimi mesi con tutta probabilità saranno delusi dal governo Berlusconi”. Si scommette, insomma, sulla fine della luna di miele tra governo e opinione pubblica “e noi dovremmo prepararci a questo appuntamento”. Solo dopo, una volta che il Pd si sarà consolidato come il “punto di riferimento” dell’alternativa a Berlusconi, si potrà anche discutere di convergenze e alleanze con altri soggetti politici, ma da posizione di forza. “E’ un po’ grottesco – dice ancora Tonini – vedere tutti i capicorrente in fila da Casini… Va benissimo il dialogo con l’Udc, stabiliamo tutti i rapporti che vogliamo. Ma nessuno può pensare che questa sia la mossa del cavallo che cambia i rapporti di forza nella politica italiana”. Tanto più che “un grosso pezzo dell’Udc ce l’ha in mano un signore che si chiama Totò Cuffaro”. Senza contare che il segretario sa benissimo che l’Udc sta anche sondando i più scontenti degli ex Margherita – a cominciare dai teo-dem, ma non solo (pare che Bruno Tabacci abbia contatta anche esponenti come Gianclaudio Bressa) – per verificare la tenuta dell’ala cattolicodemocratica del Pd. Veltroni però, per il momento, evita polemiche. Il segretario attende di sentire cosa diranno Rutelli e D’Alema nei prossimi giorni e spera che il livello dei distinguo rimanga al livello di questi giorni. Lo scoglio della manifestazione ‘girotondina’ è stato superato sostanzialmente senza grossi danni e, anzi, grazie alle invettive arrivate da piazza Navona Veltroni ha avuto anche l’occasione di prendere le distanze da Di Pietro in maniera netta. Inoltre, l’approvazione del lodo-Alfano, dicono gli uomini vicini al segretario, ha comunque messo un po’ a disagio la Lega e su quel canale si continuerà a lavorare, sempre in attesa della fine dell’auspicata fine della ‘luna di miele’. Certo, c’è un D’Alema sempre più impegnato a proporsi come interlocutore alternativo al segretario, al di là delle dichiarazioni pubbliche. Ma sul ‘lodo-Alfano’ non c’è stato spazio per smarcamenti e il segretario per ora evita contrapposizioni aperte.

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