Scarica il testo della petizione e il modulo per raccogliere le firme.
- Scarica l’informativa della petizione in pdf
- Scarica la scheda della petizione in pdf
Da lunedì 14 luglio pubblicheremo le modalità di invio dei moduli completati.


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Categorie: Politica · comunicati
Messo il tag: documenti, volontariato
11/7/2008
- Veltroni da Prato da il via alla petizione “Salvare l’Italia”
http://www.democratica.tv/video/4793
“Salva l’Italia!”. S’intitola così la petizione che il Partito Democratico ha promosso e che partirà dal fine settimana per concludersi il 25 ottobre, in occasione della manifestazione nazionale indetta dal partito.
Di seguito le cinque piazze lucane nelle quali è possibile sottoscrivere la petizione:
- Potenza, 13 luglio, ore 11.00 – Piazza Mario Pagano
- Avigliano , 12 luglio, ore 18.00 – Piazza Gianturco
- Barile , 12 luglio, ore 18.00 – piazza C. Alberto Dalla Chiesa
- Metaponto , 12/13 luglio, intera giornata – via Sacco Lungomare
- Bernalda , 12/13 luglio, intera giornata – Corso Umberto
- Policoro , 12/13 luglio, intera giornata – Lungomare
La petizione ha al centro due questioni: la difesa delle regole democratiche contro le forzature e le leggi sbagliate del governo; la lotta per far ripartire l’Italia, cominciando da stipendi e pensioni. Tra i primi firmatari, giuristi come Barbera, Mancina, Elia, economisti e protagonisti del mondo del lavoro come Ruffolo, Sangalli, Colaninno, Messori, Ichino, Baretta, Musi.
Ed ecco le prime firme in Basilicata: Pietro Ichino, Giancarlo Sangalli, Paolo Nerozzi, Pierpaolo Baretta, Adriano Musi, Giorgio Ruffolo, Achille Passoni, Matteo Colaninno, Annarita Fioroni, Francesco Silva, Claudio De Vincenti, Salvatore Brigantini, Marcello Messori, Franco Bassanini, Massimo Brutti, Leopoldo Elia, Carlo Galli, Carlo Fusaro, Claudia Mancina, Augusto Barbera.
Categorie: Interni · Politica · Regione
Messo il tag: petizione, raccolta firme, Veltroni
In un libro scritto a cavallo degli anni Venti (1920) Lenin, padre della Rivoluzione Sovietica, scriveva un concetto del tipo:
Bisogna adattare la nostra strategia alla situazione corrente. Non c’è un’istanza valida sempre e in tutte le occasioni. Per arrivare al potere bisogna di volta in volta allearsi con l’“utile idiota” di turno. Una volta che con il suo aiuto saremo arrivati al potere, lo faremo fuori.
Così i rivoluzionari di Lenin si allearono dapprima con alcuni grandi aristocratici (utili idioti del momento) contro lo Zar Nicola II, e con il loro aiuto lo assassinarono e abolirono la monarchia. Quindi si allearono con la piccola nobiltà contro la grande nobiltà, e con l’aiuto della piccola nobiltà eliminarono la grande nobiltà. Successivamente si allearono con i piccoli proprietari terrieri e i borghesi e fecero fuori la piccola nobiltà. Poi venne l’ora della borghesia, che fu a sua volta eliminata. Quindi dichiararono guerra ai Kulaki (i piccoli proprietari terrieri e contadini, per l’occasione definiti biechi ricconi, affamatori e sfruttatori del popolo); con leggi ad hoc e con una polizia feroce li obbligarono a cedere allo “Stato” tutti o quasi i loro raccolti, togliendo loro non solo la possibilità di mangiare e sopravvivere, ma perfino le sementi per la semina dell’anno dopo.
Trovo la lezione di storia ”utile per tutti”, anche per quelli che “utili idioti” NON sono,
Luigi Mottola.
Riuniti a Montecatini i “coraggiosi”, la componente moderata del partito.
Rutelli guarda all’Udc: “Basta con l’antiberlusconismo come unico collante”, l’ex vicepremier dà la scossa a Veltroni: Cambiare agenda e alleanze.
Parte da Montecatini il tentativo di Francesco Rutelli di trovare un nuovo spazio nella politica italiana dopo la sconfitta nella corsa a sindaco di Roma. Nella località termale toscana, l’ex vicepremier del governo Prodi ha chiamato a convegno i “Coraggiosi”, ovvero la componente di “destra” del Partito democratico. Malgrado un sostegno di forma (“Siamo qui per aiutare e sostenere Veltroni”) dal palco Rutelli non ha risparmiato gli attacchi al segretario. Al primo posto naturalmente il problema delle alleanze. Non è un mistero che l’ex sindaco di Roma punta a rafforzare i connotati “moderati” del Pd, puntando a un rapporto privilegiato con i centristi dell’Udc. Il partito, ha sottolineato, ha quindi il compito di “riformulare alleanze perché siano durature e non solo occasioni elettorali di cui ci si debba pentire dopo pochi mesi”. “Ha fallito la lunghissima coalizione dell’Unione – ha aggiunto – ed è entrata in crisi dopo neppure tre mesi la coalizione più breve di questo quindicennio”, quella con l’Italia dei Valori. I democratici devono quindi “imboccare una strada politica forte e chiara” in cui “il nostro collante non può essere più l’antiberlusconismo”. Servono quindi “alleanze di nuovo conio”, ma “prima si fa il nuovo conio e conseguentemente vengono le alleanze”. “Il Pd nasce – ha proseguito Rutelli – per fare l’agenda di questo paese. E’ impensabile che rimanga fermo immaginando una crisi di consenso nei confronti di Berlusconi che spiani la strada a un suo ritorno secondo l’idea che ‘via lui tocca a noi’. No, non ci sono scorciatoie, spetta al Pd scrivere l’agenda per cui gli italiani debbano appassionarsi, dividersi, fino a condividerla”. “Non bisogna perdere tempo – ha messo ancora in guardia – e mettere in campo gli shock inevitabili per cui Veltroni ha ricevuto la nostra fiducia. Noi siamo qui per aiutare e sostenere Veltroni e io ho fiducia che dimostrerò di saperlo fare”. “Ci dobbiamo occupare – ha aggiunto – dei grandi temi del nostro tempo”, in primo luogo ambiente, sicurezza, potere di acquisto del ceto medio, e “se c’è questa agenda penso che in poco tempo il Pd diventerà maggioranza” e “naturalmente nasceranno le alleanze, anziché quelle troppo lunghe e purtroppo fallite della passata legislatura e quelle brevi e già in crisi più recenti”. Ancora più esplicito su questo tema, l’intervento a Montecatini del “coraggioso” Renzo Lusetti. “Le opposizioni in Parlamento sono tre, bisogna cominciare a sperimentarle”. E “le amministrative possono essere un buon banco di prova per alleanze di nuovo conio, perché non proviamo a Bologna ad allearci con l’Udc?”. “Bisogna cominciare a costruirle oggi queste alleanze – ha concluso – e dare un po’ di pepe alla nostra azione”. Le rinnovate attenzioni per il momento non sembrano scaldare però i centristi e soprattutto nel capoluogo emiliano trovare un’intesa appare quanto mai difficile, visto che la condizione posta dal partito di Casini pare essere la testa del sindaco uscente Cofferati. “Con Rutelli e ‘i coraggiosi’ – spiega il deputato bolognese dell’Udc Gian Luca Galletti – condividiamo molte riflessioni sulla situazione politica e sui problemi del Paese. Certo sarebbe bello che questo dialogo partisse da Bologna presentando una candidatura alternativa a quella di Cofferati che ha portato la nostra città alla paralisi e al degrado”.
Categorie: Politica
Messo il tag: alleanze, i coraggiosi, Rutelli, udc