COSSIGA DISPONIBILE A GUIDARE COMMISSIONE PER RIFORMA
16 lug. – “Il mio consiglio sarebbe quello di costituire presso palazzo Chigi una commissione di studio di altissimo livello e poi sulle sue proposte di aprire un tavolo di confronto con l’opposizione facendo riprendere i contatti con D’Alema“; “io sarei disposto a fare il presidente della comissione di cui sopra e perfino ad accettare la nomina a ministro, libero pero’ da vincoli di disciplina”.
Lo dice Francesco Cossiga, in una intervista a ‘Libero’ in cui prospetta una profonda riforma del settore della giustizia. “Ho spedito una lettera a Berlusconi sul tema”, annuncia il presidente emerito che boccia le iniziative prese sin qui dal governo. Dubbi vengono espressi sullo scudo per le alte cariche: “Che cosa fai al momento opportuno: non rinuncerai allo scudo e farai una figura escrementizia anche all’estero, o rinuncerai e andrai sotto processo?”, chiede Cossiga, secondo il quale la nuova formulazione delle norme sui processi e’ “una calata di braghe di portata storica” che rafforza “enormemente i poteri discrezionali dei giudici. Una pistolata maiuscola”.
Cossiga spiega: “Io non credo che il governo abbia la forza di fare vere riforme della giustizia. Ai leghisti non gliene iimporta un baffo” e “An non vuole ne’ il federalismo fiscale ne’ le riforme della giustizia”. Secondo il presidente emerito, bisogna trovare sponde nell’opposizione ma un interlocutore di Berlusconi “non puo’ essere Veltroni, (”Farebbe meglio ad andarsene in Africa come aveva detto)” perche’ le matrici culturali del Pd sono illiberali ed e’ legatissimo agli Umberto Eco e ai Gianni Vattimo con le loro piazze grilline e dipietriste. E non mi parli dei cattolici democratici, ormai cataro-democratici”. Invece, “D’Alema e’ serio. Ha stima per Berlusconi, ricambiata. I suoi ReD, di cui ho disegnato il simbolo, si inseriscono nel filone del socialismo democratico europeo e secondo me potrebbero discutere”. In un’intervista al ‘Giornale’ invece Francesco Cossiga commenta cosi’ le vicende di Ottaviano Del Turco: “L’arresto di tutta la giunta regionale Pd dell’Abruzzo e’ il primo evvertimento. Poi tocchera’, come e’ gia’ successo a quella di Mastella, alla moglie di Veltroni”.
“Questa e’ la reazione della magistratura al discorso di D’Alema, che alla Camera ha riconosciuto l’esistenza del nodo politica-magistratura”, “e anche al discorso di Violante, che ha aperto all’immunita’ parlamentare”, dice il presidente emerito. L’arresto e “un avvertimento magistrale”, per Cossiga che lo vede come una risposta al dialogo: “Ora la magistratura e’ un’entita’ politica distinta e non ha piu’ bisogno dell’appoggio di un partito”.
Per il presidente emerito, comunque, “e’ proprio questo che i magistrati cercano di impedire: se parte una vera riforma dell’ordinamento giudiziario per loro e’ la fine”.
GIUSTIZIA
17 Luglio 2008 · Lascia un Commento
Categorie: Interni · Politica
Messo il tag: Cossiga, D'Alema, magistratura, Red










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