i Democratici di Rapolla

il Mezzogiorno che vince

21 Luglio 2008 · Lascia un Commento

Gianni Pittella, capo delegazione italiana nel PSE al Parlamento Europeo.

Parte da Benevento il viaggio in camper.

Partirà mercoledì 23 luglio il viaggio in camper di Gianni Pittella nelle sei regioni meridionali d’Italia, in collaborazione con la Fondazione Mezzogiorno Europa. Il presidente della delegazione italiana del Partito Socialista al Parlamento Europeo, in poco più di 30 giorni, visiterà Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia, toccando 130 piazze di città e piccoli centri. Lunedì 25 agosto il tour, dal titolo “L’Europa che fa, il Mezzogiorno che vince”, farà tappa anche a Benevento. Obiettivo dell’iniziativa, alla quale parteciperanno i leader nazionali della politica europea, è riportare la politica nella dimensione naturale dei territori e delle persone, là dove gli strumenti dell’Unione diventano opportunità e proposte concrete.
Presidente Pittella, con quale spirito si appresta a vivere questo viaggio nel Sud del Paese?
Con moltissima gioia perché è vero che si tratta di un’impresa faticosa sul piano fisico ma è un’impresa bella sul piano della visita ai territori e per l’impatto con i cittadini. Penso che troveremo grande consenso e partecipazione e, soprattutto, grande voglia di discutere. Il cittadino si è un po’ stancato di assistere alla politica da spettatore e vuole farla da attore partecipando agli incontri, ponendo domande, facendo critiche e tenendo l’interlocutore davanti e non in uno schermo televisivo. Noi saremo in carne e ossa in 130 piazze del Sud ad ascoltare, a ricevere critiche, sollecitazioni e a proporre idee sul tema Mezzogiorno Europa.

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Due Destre, due Italie

21 Luglio 2008 · Lascia un Commento

 

 

 

 

 

 

Le tensioni che scuotono il centrodestra tendono ad essere svalutate. In particolare le schermaglie fra Bossi e Berlusconi, a cui ci siamo abituati da decenni. Meglio, quindi, non equivocare, l’alleanza durerà a lungo. Tuttavia, la convivenza non sarà facile e neppure quieta, perché oggi sotto lo stesso tetto abitano due destre. Divise dalla geografia, dai valori, dagli interessi rappresentati. Che è assai più difficile del passato comporre. “Colpa” della semplificazione prodotta da Berlusconi, il quale, per rispondere al Pd e a Veltroni, ha allargato il suo “partito personale”. Ha “inventato” e imposto il Pdl, associando Fi e An. Ma non l’Udc, che, anzi, è stata spinta fuori dall’alleanza.

Il successo della Lega, in fondo, risponde alla nascita di una nuova destra. Che, soprattutto nel Nord, appare fin troppo “romana”, nazionalista, protezionista, per non produrre una reazione popolare. Come nel 1996. Quando la Lega ottenne un consenso molto ampio anche perché sfidò Fi e An, alleati nel Polo. Figurarsi oggi che sono dentro a un unico partito.

Il centrodestra, si è, dunque, “bipartitizzato”. Diviso fra due soggetti politici distanti, per alcuni importanti aspetti. Anzitutto, dal punto di vista geopolitico. La Lega ha sfondato nel Nord, in prevalenza a spese del Pdl. Il quale ha conseguito il maggior grado di crescita elettorale nel Mezzogiorno e nelle Isole, a danno dei veri valori della gente. Soprattutto in Sicilia. Tra le province dove ha ottenuto i migliori risultati, solo una è del Nord. Imperia, feudo di Scajola. Nel Lombardo-Veneto, invece, è cresciuto il peso della Lega. L’Italia del Pdl è, quindi, uno stivale rovesciato, la cui principale zona di forza è divenuta la Sicilia. Tanto più dopo le performance straordinarie ottenute alle amministrative di giugno. Ne emerge un partito dallo sguardo strabico sui problemi e sulle domande degli elettori. Che hanno, in effetti, orientamenti diversi, messi in evidenza dai sondaggi.

Categorie: Interni · Politica
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ROCCO TRIVIGNO

21 Luglio 2008 · Lascia un Commento

   

 fonte:

http://www.lucanianews24.it/

IL NONNO DI ROCCO: “BISOGNA PRENDERE PROVVEDIMENTI CONTRO GLI EXTRACOMUNITARI”
21, Luglio 2008
“Bisogna prendere seri provvedimenti contro gli extracomunitari. Solo chi ha permesso di soggiorno e viene per lavorare può avere il diritto a stare in Italia”. E’ quanto ci ha dichiarato stamane Rocco Trivigno, il nonno dello studente universitario di Accettura, Rocco Trivigno di 20 anni, tragicamente scomparso a Roma in un incidente stradale causato da un Moldavo senza permesso di soggiorno e con provvedimento di esplusione che stava sfrecciando sulla Nomentana per sfuggire ad un posto di blocco della Polizia. In tanti si sono stretti intorno alla famiglia Trivigno, amata e stimata ad Accettura,  è sempre il nonno Rocco visibilmente commosso ha ricordare il sacrificio di tanti italiani che sono dovuti emigrare nel passato per cercare lavoro. “Anche io sono stato per dieci anni in Svizzera, ma rispettando la nazione che mi ospitava, ricordo che c’era una severità unica a quei tempi, non potevamo toccare nulla, nemmeno sfiorare un fiore, siamo stati anche noi emigranti ma per lavorare non per fare azioni criminali”. “Basta lasciatemi stare – ci dice nonno Rocco – non c’è la faccio più, voglio solo aspettare la salma di mio nipote e riabbracciare il mio porevo figlio Antonio. Stasera ad Accettura in Piazza San Vito tutti sono invitati sarà una grande festa per un ragazzo d’oro che non meritava di morire così”.

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