…quando il Duce saliva sul palco e si avvicinava ai microfoni, la folla sottostante, stanca per l’attesa, ammutoliva improvvisamente. Molti, i più lo vedevano per la prima ed ultima volta; un evento storico per la loro vita, vedere quel Duce che ogni giorno con i suoi atti decideva della loro vita. Qualcuno poi ordinava il “Saluto al Duce” e il boato della folla travolgeva con un impeto maestoso quell’uomo che di li a poco avrebbe preso la parola e che con i suoi occhi lucidi e sgranati avrebbe travoloto a sua volta lo spirito dei presenti…
« Spesso abbiamo stampato la parola Democrazia. Eppure non mi stancherò di ripetere che è una parola il cui senso reale è ancora dormiente, non è ancora stato risvegliato, nonostante la risonanza delle molte furiose tempeste da cui sono provenute le sue sillabe, da penne o lingue. È una grande parola, la cui storia, suppongo, non è ancora stata scritta, perché quella storia deve ancora essere messa in atto. »
Il termine democrazia deriva dal greco δήμος (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere, ed etimologicamente significa governo del popolo.
Il concetto di democrazia non è cristallizzato in una sola versione o in un’unica concreta traduzione, ma può trovare ed ha trovato la sua espressione storica in diverse espressioni ed applicazioni, tutte caratterizzate peraltro dalla ricerca di una modalità capace di dare al popolo la potestà effettiva di MUOVERSI, PENSARE, FARE, INTERAGIRE…
libertà di parola, ma nel rispetto della “democrazia” degli altri.
Luigi MOTTOLA
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TRAVAGLIO… del Cavaliere.
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la mora, la bionda e la “Brunetta”…..
Le vignette su Renato Brunetta approdano sul sito dello stesso Ministero della Pubblica Amministrazione, protagoniste di un concorso pubblico per votare ”la migliore e più feroce” rappresentazione satirica contro il ministro e la sua politica di riforma della P.a, a partire dalla lotta ai fannulloni. Sono oltre 300 le vignette inviate al sito del dicastero per prendere parte al concorso, che ha visto la partecipazione di piu’ di 250 disegnatori.



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I furbetti del partitino e il voto “utile”
Esiste un giorno dell’anno in cui i leader dei piccoli partiti diventano totalmente sinceri: è quello successivo alle elezioni. In quel giorno tutti costoro, che fino a 24 ore prima parlavano di grandi ideali e dell’importanza di dare la voce a tutti, d’improvviso si calano la maschera e dicono la verità: il loro obiettivo è quello di condizionare (per non dire ricattare) le amministrazioni locali più del loro peso reale. Il giorno dopo le elezioni infatti, quando dalle parole della campagna elettorale si passa ai fatti, ecco che improvvisamente tutti i grandi ideali pomposamente annunciati scompaiono per lasciare spazio agli interessi reali. Ed ecco allora comparire frasi assai poco ideali: “vogliamo un assessorato di peso”, “siamo determinanti per amministrare”, “senza di noi niente stabilità”, ecc.
Tutte queste volontà di ricatto, che prima del voto i furbetti dei partitini si guardano bene dall’annunciare, emergono. Succede ad ogni elezione, e ogni volta gli elettori se ne dimenticano. Per questo credo che non ci sia proprio nulla di sbagliato nel fare appello al “voto utile”, cioè a non sprecare il proprio voto dandolo a piccoli partiti. Tanto più con questo sistema elettorale che fa vincere le elezioni al candidato sindaco che prende più voti.
Il voto a destra o a sinistra sarà quindi un voto doppiamente utile: da un lato a far vincere il proprio schieramento, dall’altro ad evitare ricatti da parte dei partitini nel dopo voto.
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I DUE “ASINI”
regola n°1
NON avere un comportamento impulsivo.
(vedi la PRIMA VIGNETTA)
Ci sono due asini che camminano, hanno fame e sono disperati, sulla destra e sulla sinistra vedono delle canne e del mais, l’asino di sinistra ha gli occhi puntati a sinistra, quello di destra ha gli occhi puntati a destra, vogliono mangiare, ma legati uno all’altro…………………………………………………
regola n°2
RAGIONA prima di “decidere”
(vedi la SECONDA VIGNETTA)
Ricaviamone una regola:
Se devi risolvere una situazione insieme a qualcun altro, prima mettiti d’accordo su come farlo.
Che cosa vuol dire andare d’accordo?
Pensare allo stesso modo, trovare una strategia che vada bene per tutti e due, prendere insieme una decisione univoca e condivisa.
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Piccola lezione di storia
In un libro scritto a cavallo degli anni Venti (1920)
Lenin, padre della Rivoluzione Sovietica, scriveva un concetto del tipo:
Bisogna adattare la nostra strategia alla situazione corrente. Non c’è un’istanza valida sempre e in tutte le occasioni. Per arrivare al potere bisogna di volta in volta allearsi con l’“utile idiota” di turno. Una volta che con il suo aiuto saremo arrivati al potere, lo faremo fuori.
Così i rivoluzionari di Lenin si allearono dapprima con alcuni grandi aristocratici (utili idioti del momento) contro lo Zar Nicola II, e con il loro aiuto lo assassinarono e abolirono la monarchia. Quindi si allearono con la piccola nobiltà contro la grande nobiltà, e con l’aiuto della piccola nobiltà eliminarono la grande nobiltà. Successivamente si allearono con i piccoli proprietari terrieri e i borghesi e fecero fuori la piccola nobiltà. Poi venne l’ora della borghesia, che fu a sua volta eliminata. Quindi dichiararono guerra ai Kulaki (i piccoli proprietari terrieri e contadini, per l’occasione definiti biechi ricconi, affamatori e sfruttatori del popolo); con leggi ad hoc e con una polizia feroce li obbligarono a cedere allo “Stato” tutti o quasi i loro raccolti, togliendo loro non solo la possibilità di mangiare e sopravvivere, ma perfino le sementi per la semina dell’anno dopo.
Trovo la lezione di storia ”utile per tutti”, anche per quelli che “utili idioti” NON sono,
ma che potrebbero diventarlo se non aprono gli occhi.
Luigi Mottola.
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le VERE priorità!
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Quanta solerzia in materia di processi penali e sulle intercettazioni! Un’emergenza assoluta, altro che l’impoverimento crescente e la crisi economica, occupazionale, altro che rimozione delle vere cause di molte morti sul lavoro, altro che rivedere i privilegi della casta! Bisogna smetterla di spiare la gente (una parte di essa, in particolare), com’è avvenuto in passato, e tappare una volta per tutte i buchi delle serrature delle stanze del potere. Anzi, recintarne i palazzi. Queste, le vere priorità!
pubblicato da: Antonio Faruolo
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Quando Dio creò il mondo concesse agli uomini due virtù.
Si racconta che quando Dio creò il mondo affinché gli uomini prosperassero decise di concedere loro due virtù. E così fece!!!
Gli svizzeri li fece ordinati e rispettosi delle leggi; gli inglesi perseveranti e studiosi; i giapponesi lavoratori e pazienti; i francesi colti e raffinati; gli spagnoli allegri e accoglienti; …quando arrivò agli italiani si rivolse all’angelo che prendeva nota e gli disse: “Gli italiani saranno intelligenti, buone persone e di Forza Italia”. Quando terminò con la creazione l’angelo gli disse:
“Signore hai dato a tutti i popoli due virtù ma agli italiani tre, questo fará si che prevarranno su tutti gli altri”. “Accidenti, é vero! Ma le virtù divine non si possono più togliere, che gli italiani abbiano tre virtù! Però ogni persona non potrà averne più di due insieme”.
FU COSI’ CHE…
L’italiano che é di Forza Italia e buona persona, non può essere intelligente;
Colui che é intelligente e di Forza Italia non può essere buona persona;
E quello che é intelligente e buona persona non può essere di Forza Italia.
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